“se vuoi arrivare a qualcosa che non hai mai avuto devi fare qualcosa che non hai mai fatto” - saraboargs
Qualche mese fà scrissi“è iniziato il distacco viscerale dal mio nick … un percorso introspettivo in cui sento che sto superando il concetto che è dietro a 4 EveR YounG”, lo so che non te lo sei dimenticato, non ti preoccupare neanche io … ma ieri tutto d’un tratto ho “visto la luce fuori dal tunnel” nel senso che dopo aver preso coscienza ho preso anche la consapevolezza di questo passo.
Prossimamente arriveranno dei capovolgimenti … seppure il blog rimarrà un pilastro fondamentale della mia presenza in rete … invece di abitare in una casa mia (blogging) e essere contemporaneamente in affitto in altre case (social networking + life streaming) allargherò e ristrutturerò una nuova casa (una nuova Open Source Marketing Community) dove ci sarà spazio per tutto. In questo nuovo luogo ci sarà ancora meno di oggi una separazione netta tra ogni social network (stanze con le porte) e sarà messa in risalto la completa integrazione tra tutti i miei social media (come se fosse una casa a più piani tutta in open space).
Sto definendo anche le strategie per riportare in equilibrio il mio Personal Brand con il mio Social Media Optimization. Questi nuovi ragionamenti mi stanno portanto a prediligere il primo … il passaggio non sarà indolore, l’importante sarà tamponare il sangue che sgorgherà nella rimodulazione delle mie SERP e cicatrizzare la ferita con l’aiuto di Google Caffeine.
Nelle varie riflessioni e considerazioni del rapporto tra Personal Branding e Corporate Branding, Shel Israel mette un’altra milestone riguardo la stretta correlazione del personal branding e della reputazione della persona.
Dando per assodato che l’attenzione principale è su ciò che le persone vogliono e hanno bisogno piuttosto che cercare di convincerli a comprare un prodotto: il marketing parla alle persone non sul prodotto. I social media permettono ai mercati di tornare a parlare con le aziende. I consumatori possono gridare, chiedere o suggerire e spesso ottenere risposte … invece di essere disdegnati possono ricevere rispetto. Le “marche personali” sono molto più umani dei marchi aziendali nel senso che i marchi personali stanno ridisegnando i marchi aziendali.
Se scriviamo sui nostri blog … se pubblichiamo i nostri twitt … se ci impegnamo a collaborare utilizzando questi strumenti, tutto questo ci permetterà di plasmare un nostro web basato sui nostri interessi e sulle nostre esigenze, indirettamente saremo apprezzati per questo … anche quando cercheremo un nuovo lavoro e un potenziale datore di lavoro valuterà la nostra reputazione sul web in base a quello che abbiamo scritto negli anni e al rapporto che abbiamo con i nostri amici nei vari network.
Come se emergesse una sorta di Market Engagement Optimization (MEO) pensando a come fare a preparare i dipendenti in modo che creino il maggior valore: se i dipendenti sono incoraggiati a essere portatori di “fiducia” nel mercato che in cui spendono il nome della loro azienda, saranno in definitiva più efficaci ed efficienti rispetto ai concorrenti che non approcciano al mercato con queste strategie. In realtà, questa ottimizzazione è solo un’altra parte del Social Media Marketing, è un quadro olisticamente migliore, una leva sociale dei media e di altre tecnologie emergenti come punto primario di partecipazione con il mercato. In poche parole, l’arte e la scienza di “servire” il mercato e massimizzare il ritorno sulla partecipazione. Si inizia con una cultura che rispetti i consumatori e che mette a frutto le passioni dei suoi dipendenti a partecipare al mercato.
Da questa premessa si capisce perchè stra-quoto l’opinione di Simone su questo discorso, l’accezione del Corporate Identity fino a come le aziende l’hanno interpretato oggi sta cambiando … quando parlo con un marchio voglio parlare con la gente, non con un logo. I social media hanno dato voce alle persone dentro e fuori l’azienda, stiamo assistendo alla caduta del Muro del Corporate Brand, ad oggi è indispensabile che le aziende diano una voce umana al brand.
Lavorare con Internet signifca lavorare con le persone: l’utente è la piattaforma. Non basta aprire account aziendali sui social network, occorre permettere alle persone che lavorano nel team aziendale di potersi gestire un propria presenza online e dei propri spazi sul web, il valore aggiunto sta nella possibilità di poter parlare assieme e con i consumatori: loro sono i valori aziendali, loro sono il brand!
Arrivati a questo punto una bella domanda sarebbe chi “possiede” la conversazione nei Social Media? I dipendenti creano quotidianamente delle connessioni personali e costruiscono delle relazioni con la propria community. Parlano, condividono, si confrontano con la rete … rafforzando il legame tra l’azienda e gli utenti dei prodotti e servizi forniti dall’azienda.
Tutti questi ragionamenti li vedo in primis nella giornata lavorativa quotidiana … Adriano nasce Markettaro e (quando sarà ora) vuole morire da Markettaro, non c’è niente di più soddisfacende nella mia vita professionale (aka Marketing Is My Life), ho l’opportunità di vivere a pieno quello che faccio e poter trasferire la passione per questo lavoro è edificante.