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Social Media & Time Management

dicembre 10th, 2009 by 4 EveR YounG

“all the islands in the ocean, all the heavens in the motion” - World In My Eyes / Depeche Mode

Eh si … mi ci vorrebbe proprio una bella dieta … non di cibo ma di informazioni: mi capita troppo spesso di emettere sonori “burp” a causa dell’information overload che sovrasta la giornata quotidiana.

Ormai è un po’ di tempo che me ne rendo conto e che cerco di tenere a bada la mole spropositata di fonti che seguo, “scervellandomi” sui vari modi per selezionare e per non farmi perdere la produttivita dei progetti in lavorazione. Cerco costantemente di organizzarmi al meglio e di concentrare le energie nelle direzioni giuste: dal punto di vista quantitativo leggo fonti non didascaliche e meno mainstream possibile, dal punto di vista qualitativo curo con dedizione le attività di condivisione e relazione con i contatti del mio network.

Non ti nascondo che questo carico di responsabilità tende a creare un po’ di “ansia da prestazione” mista alla deformazione professionale a volte mi sembra che sto perdendo qualcosa proveniente dalla rete semplicemente perchè ci sono dei momenti che sto off-line: forse mi sono così abituato al multitasking che la vivo come una sorta di astinenza dal web.

Stare “sul pezzo” per me vuole dire portare costantemente valore aggiunto, garantire un livello elevato di proattivià e propositività ai progetti: essere sempre pronto a recepire i continui stimoli provenienti dalla rete ed elaborare i dati grezzi per trasformarli in informazioni strutturate, questo processo mentale richiede uno sforzo notevole, implica una capacità di “zoommare” dal generale al particolare e viceversa ripetutamente e compulsivamente durante la giornata.

Internet non è (solo) un mezzo di comunicazione ma una metastruttura della vita delle persone - intesa come un’espressione del modo di vivere - colma di esperienze memorabili e aperta ad un cambiamento sociale. In una visione un po’ più dall’alto sto abbracciando le metologie agili e implementando un’organizzazione del lavoro con questo approccio: l’agile mi sta permettendo di affrontare nuovi progetti in maniera meno dispersiva e più efficiente e di aumentare la redditività delle attività dedicate ai social media.

Spesso ci si innamora dei progetti che creiamo, perchè ci mettiamo tutto l’entusiasmo posssibile … questo ci da una soddisfazione inimmaginabile, ma ogni tipo di lavoro creativo ha bisogno di un momento di respiro in cui un Markettaro deve fare brainstorming ideando la strategia per un nuovo progetto … uscire fuori dagli schemi, abolire i pre-concetti e demolire gli assiomi poi de-strutturare e ri-strutturare… in questo momento non ci sono pomodori che tengano.

E’ stato sempre spontaneo e naturale per me vivere in questo mondo … è la passione per quello che faccio che mi da la carica per affrontare tutte le ore ed il tempo dedicato ad ascoltare, coinvolgere e agire. Ci vuole anche una buona dose di coraggio per mantenere sempre in equilibrio le dinamiche delle relazioni con le persone ed garantire un approccio “problem solving” ai progetti web, tutto ciò mi ha permesso di imparare veramente tanto.

Ciao
Adriano

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Looking For A Conversation

novembre 17th, 2008 by 4 EveR YounG

In questo preciso momento in cui scrivo, la vedo esattamente come lo “schizzo” qui sopra:

- tra il 2004 e il 2006: il Blogging (aka il mio cervello dove si consumano prolifiche sinapsi).
- tra il 2006 e il 2008: il Social Networking (aka il mio cuore che pulsa, in ogni battito nasce un UGC).
- tra il 2008 e il 2010 (proiezione): il Life Streaming (aka il mio fegato che filtra tutto quello che ho fagocitato dalla rete).

Questi 3 approcci della comunicazione nella “parte abitata della rete” non sono in contrapposizione tra loro, anzi se usati in modo opportuno si rafforzano beneficiando l’uno dell’altro. Riguardo a questo discorso, penso che Maurizio abbia centrato perfettamente il punto: “ecco che la comunicazione digitale diventa ancora più liquida e la rete non può più essere descritta come un grande oceano, ma come un insieme di mari, fiumi, torrenti e laghi, in comunicazione fra di loro, ma in modi diversi. Ci sono molti blog che non vengono più aggiornati, ma questo è normale, ed è il risultato di una nuova fase evolutiva in cui il blog rappresenta solo un elemento della presenza di una persona nell’ecosistema delle relazioni digitali.

Inoltre, non possiamo negare che si sono blogger che svolgono la funzione di “influencer“. Se gli influenzatori si sono presi la briga di spostare una fetta consistente della Twittosfera verso la FriendFeedsfera, spetta anche a loro spiegare approfonditamente l’approccio e sviscerare per bene il concetto (altrimenti tra pochissimo tempo ci troveremo le stesse criticità che stiamo vivendo in questi giorni con FaceBook, dato che i media main stream l’hanno fatto conoscere alle masse).

Secondo me, tutti questi strumenti condivisionali sono un mezzo e non un fine: nel senso che non voglio entrare in una piattaforma 2.0 perchè va di moda e perchè fa “figo” esserci; anzi,  se mi ci porta “per mano” un Opinion Leader mi aspetto che mi introduca in questo mondo e che mi spieghi dettagliatamente le risposte a queste prime domande: che cos’è il life streaming? a che cosa serve il life streaming? come posso trovare un valore aggiunto nel life streaming? e solo successivamente mi inviti ad utilizzare un servizio di life streaming ….

Adesso c’è FriendFeed domani ci sarà un altro servizio, non mi voglio focalizzare solo sullo strumento, il mio approccio non è strettamente tecnologico, ma ampiamente strategico: voglio poter sentirmi parte integrante di questa Communty e voglio capire come accrescere la mia Cultura Digitale utilizzandolo. Ci sono molti modi di utilizzare FF, alcuni li capisco ma non li approvo; non sto dicendo che non mi piace FriendFeed, sto dicendo che ne stiamo facendo un uso distorto. Questo plurale non è “maiestatis”, perchè io sono il primo che lo uso male, c’è da dire che oggi finisce il mio periodo di beta-testing, nonostante sia iscritto da 6 mesi lo sto ottimizzando solo adesso. Sto affinando le policy per gestire FF (tra cui l’uso massiccio della funzione Hide) e sto dando una linea editoriale anche al mio account su questo servizio di Life Stream.

Comunque in questo periodo di forte Hype la mia sensazione è che FF rappresenti una grande arena (many2many) fomentata dalle urla generali (polemiche blogosferiche) dove tutti sono pronti a aggredire l’altro/a. L’uso distorto a cui mi riferivo prima è che stiamo utilizzando FF come una grande chat allargata e ho paura che le nuove features alimentino ulteriormente questo discostamento verso gli utenti meno esperti, che stanno entrando grazie alla scia del Buzz.

Dal punto di vista del blogger che genera quotidianamente contenuti è molto pratico fornire un unico flusso che racchiude tutto il mare magnum degli UGC che generiamo, ma dal punto di vista del lettore non possiamo non considerare l”overload information” che riversiamo su di lui, in particolare dovremmo cercare di non fornirgli informazioni ridondanti o di scarso valore aggiunto. Con questo post, sto cercando di ragionare insieme a te riguardo il rischio del “buffer overflow” che è latente in ogni nostra giornata in rete, non pretendo che il mio sia il modo migliore (anzi ho espresso delle mie lacune) ma quanto mai oggi penso che bisogna fare un po’ di chiarezza nelle varie metriche della condivisione dei contenuti.

Pertanto ti chiedo, arrivati alle soglie del 2009 dove dovrebbe nasce la conversazione dal basso? Attraverso quali canali si dovrebbe diffondere?

Ciao
4 EveR YounG

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