Open Source Marketing Community

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Community Is A Management Approach, Not Just A Role

febbraio 16th, 2010 by 4 EveR YounG

Far crescere una Community è come fare un risotto: un piatto ricco cremoso che poche persone si fanno in casa. Perché? Perché richiede 30 minuti di tempo e attenzione (non si può fare molto di più, mentre lo fai). Sembrerebbe facile … aggiungere un po’ d’acqua o di brodo in un tegame e lasciare che il fuoco faccia il lavoro: ma poi capisci che non funziona solo così, ci vuole qualcosa di più. Il riso non può assorbire molta acqua tutta in una volta, si deve aggiungere un po’ alla volta, attendere che assorba e solo in questo momento aggiungerne altra’.

Molto simile a come funziona una Community: una piccola comunità può assorbire solo un piccolo numero di nuovi membri alla volta. Deve aspettare di essere diventata abbastanza grande prima di accogliere nuove persone e deve aspettare l’assorbimento di nuovi membri facendoli sentire a loro agio in quel posto e poi  il reclutamento può essere avviato di nuovo. L’idea che un folto gruppo di persone stiano insieme per contribuire e rendere migliori i prodotti delle aziende e l’opportunità di aiutare/sostenere i loro amici è troppo stimolante per lasciarsela sfuggire.

Ma spesso i Community Manager sono ansiosi di far “decollare” le loro comunità rapidamente. A volte occorre andare oltre la logica del “bastone e della carota” e affrontare strategie motivazionali differenti: motivare le persone oggi, non significa pagarle di più se fanno di più,  ma lavorare su 3 cose fondamentali: Autonomia, Desiderio di migliorarsi continuamente e Scopo. Se si vuole che qualcuno non faccia solo qualcosa, ma superi se stesso e vi sorprenda, mettetelo nelle condizioni di divertirsi, di sentirsi coinvolto in una cosa importante e che può cambiare la propria vita, non semplicemente il suo portafoglio.

Di primo acchito viene spontaneo pensare  che gestire una Community sia un ruolo impersonificato da una persona che interpreta un ruolo professionale ben definito … ma dopo vari confronti con altre persone del settore. .. è diventato evidente che la gestione di una comunità non è solo un ruolo esplicito della propria carriera, ma anche un approccio generale riguardo la visione della comunità.

Sembrerà strano ma in questo senso ognuno di noi (partecipando attivamente a luoghi di ritrovo specifici online) a volte ricopre il ruolo di  Community Manager, magari scoprendo che la gestione della comunità può essere un ruolo “sensibile”. Questo ruolo è importante se l’organizzazione ha definito un approccio orientato alla creazione di una Community e quindi qualcuno deve garantire che le esigenze di ciascun componente del gruppo  siano valorizzate.

Tuttavia, per i manager funzionali e dirigenti che vogliono utilizzare gli strumenti e processi sociali per raggiungere i loro obiettivi, la gestione della comunità è composta da qualcosa di più che di dettagli tattici - è un approccio di gestione e di disciplina che aggiunge un elemento interattivo in tutto quello che si fa perché consente di eseguire processi di business migliori, più veloci e più a buon mercato. Se stai riflettendo su cosa significa un approccio sociale di questo tipo per un dirigente d’azienda in termini di leadership, cultura, strategia, misurazione, di programmazione, starai anche riflettendo su questi aspetti:

- una migliore comprensione di come integrare conversazioni in tempo reale nei flussi di lavoro tradizionali, al fine di migliorare la qualità delle comunicazioni e l’adozione di un processo di business.
- la capacità di vedere gli effetti del posizionamento in una rete e la conoscenza su come migliorare i rusultati della posizione strategica.
- un approccio persuasivo ai risultati di business, come l’inbound marketing che abbassa i costi, riduce i tempi del ciclo e aumenta la soddisfazione.
- una migliore comprensione e sensibilità verso le esigenze dei vostri lettori  - siano essi dipendenti, clienti, colleghi, fornitori o partner.
- un approccio più sociale per la gestione e la negoziazione che permette a tutti di vincere e quindi diventare sostenitori per la propria posizione.
- una migliore comprensione dei rischi e delle opportunità a causa di una migliore intelligenza - creata da una cultura aperta e conversazionale tra dipendenti e gruppi di clienti.
- la familiarità con i diversi strumenti che possono essere utilizzati per gestire le comunità e come questi strumenti possono essere ottimizzati per ottenere risultati di business differenti.
- comprensione del ruolo del responsabile della comunità - che cosa fanno e il valore che essi comportano.
- il ruolo delle informazioni e la distribuzione di contenuti in rete

Approcci comunitari possono essere utilizzati efficacemente per molti processi aziendali, in particolare quelli che dipendono in larga misura dalle informazioni, contenuti e relazioni. Tuttavia, le dinamiche delle comunità  online sono abbastanza diverse dalle dinamiche di quelle tradizionali in relazione alla programmazione, investimenti e strutture organizzative necessarie per adeguarsi alle diverse realtà.

Per le organizzazioni poi, questa missione potrebbe includere:

- creare un ambiente in cui l’organizzazione può meglio prosperare, attraverso le relazioni e le alleanze
- ridurre le minacce alla crescita dell’organizzazione attraverso partnership, la raccolta di informazioni e la comunicazione
- collaborazione con gli altri per costruire norme che riducono le esternalità negative
- aiutare i dipendenti di interagire adeguatamente con le varie comunità

Qual’è l’importanza di avere un Community Manager all’interno di un azienda oppure un Community Manager dedicato al brand all’interno di un agenzia?  Un ruolo fondamentale per la gestione delle interazioni tra consumatori e brand, una figura che comunica con le persone clienti/utilizzatori, il team di sviluppatori, i marketing manager al fine di migliorare il lavoro di ognuno. Oltre a partecipare attivamente al servizio clienti (CRM), mette in valore le caratteristiche del brand e i punti di vista dei consumatori, apportando un plus di informazioni con una strategia conversazionale.

Le informazioni che un Community Manager comunica, devono essere a forte valore aggiunto per la community, non deve limitarsi a dare informazioni commerciali, ma esclusive per i membri o dei buoni consigli che apportino qualcosa in più. Il compito è anche quello di creare degli autogeneratori di passaparola, che collaborino con lui indirettamente, per la passione che dimostrano verso il prodotto. La conoscenza del brand e dei membri della community deve essere a 360°, per poter intervenire nei momenti di crisi (bad buzz) e stimolare l’interazione tra individui della stessa community.

In particolare, i Community Manager devono essere qualificati a:
- capire immediatamente, senza trarre conclusioni o offrendo soluzioni (vale a dire capacità di ascolto eccellente)
- trovare le risorse per gli altri
- la cultura intesa
- comunicare spesso sottile e riguarda questioni tra due o più gruppi
- raccolta di informazioni e lo sviluppo di misurare l’analisi
- influenzare i risultati
- affrontare le situazioni in maniera costruttiva, non modo difensivo

Ciao
Adriano

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My Social Challenge

gennaio 28th, 2010 by 4 EveR YounG

“se vuoi arrivare a qualcosa che non hai mai avuto devi fare qualcosa che non hai mai fatto” - saraboargs

Qualche mese fà scrissi “è iniziato il distacco viscerale dal mio nick … un percorso introspettivo in cui sento che sto superando il concetto che è dietro a 4 EveR YounG”, lo so che non te lo sei dimenticato, non ti preoccupare neanche io … ma ieri tutto d’un tratto ho “visto la luce fuori dal tunnel” nel senso che dopo aver preso coscienza ho preso anche la consapevolezza di questo passo.

Prossimamente arriveranno dei capovolgimenti … seppure il blog rimarrà un pilastro fondamentale della mia presenza in rete … invece di abitare in una casa mia (blogging) e essere contemporaneamente in affitto in altre case (social networking + life streaming) allargherò e ristrutturerò una nuova casa (una nuova Open Source Marketing Community) dove ci sarà spazio per tutto. In questo nuovo luogo ci sarà ancora meno di oggi una separazione netta tra ogni social network (stanze con le porte) e sarà messa in risalto la completa integrazione tra tutti i miei social media (come se fosse una casa a più piani tutta in open space).

Sto definendo anche le strategie per riportare in equilibrio il mio Personal Brand con il mio Social Media Optimization. Questi nuovi ragionamenti mi stanno portanto a prediligere il primo … il passaggio non sarà indolore, l’importante sarà tamponare il sangue che sgorgherà nella rimodulazione delle mie SERP e cicatrizzare la ferita con l’aiuto di Google Caffeine. :-)

Ci aggiorniamo …..

Ciao
Adriano

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Linux Marche Tag

settembre 29th, 2008 by 4 EveR YounG

Da un forking dell’Innovation Beer nasce l’Innovation Wine. Tutto parte dalle elucubranti menti di Alfredo e Giuliano, che una sera in chat hanno fatto una stimolante chiacchierata riguardo il panorama Linux italiano, in riferimento all’evoluzione che stanno avendo in questo periodo i Linux Users Group: naturalmente l’incontro è stato condiviso con entrambi i Lug, così l’invito (in fondo al post c’è la versione per Nerd) è stato diffuso nelle rispettive mailing list del CMLug e del FermoLug.

Provo a fare qualche ragionamento in base alla mia esperienza di questi 4 anni nel direttivo del CMLug, partendo dal generale e soffermandomi su quanto emerso durante l’Innovation Wine, a cui ho partecipato anch’io. Il mondo Open Source italiano sta cambiando, i Lug italiani stanno cambiando, ma soprattutto gli utenti Linux italiani stanno cambiando; secondo me, oggi un Lug non dovrebbe fermarsi a rispondere alla domanda: come si istalla Linux (approccio tecnicistico); un Lug oggi più che mai dovrebbe puntare molte delle sue risorse per rispondere alla domanda: perchè dovrei installare Linux (approccio culturale).

Sono profondamente convinto che abbiamo lavorato moltissimo per far avvicinare le persone a Linux (utilizzando gli strumenti giusti), ma stiamo lavorato pochissimo per far appassionare la persone a Linux (utilizzando gli strumenti sbagliati). E’ proprio in questa seconda fase che si incrociano molti aspetti in comune tra il movimento Open Source ed il fenomeno Web 2.0 … concetti come condivisione, collaborazione, partecipazione fanno parte di entrambi … ed è qui che la mia deformazione professionale (purtroppo o per fortuna) mi spinge a pensare che non abbiamo ben chiara qual’è l’esigenza precisa dei Target ne tanto meno dei bisogni dei Segmenti del mondo Open Source.

Se vogliamo collocare su una Time Line l’evoluzione degli strumenti del Web 2.0 in Italia possiamo spalmarli in questo modo: dal 2004 al 2006 Blogging, dal 2006 al 2008 Social Networking e dal 2008 al 2010 Life Streaming. In tempi non sospetti (aka 28 Maggio 2007) stavo riflettendo sul possibile passaggio della community del CMLug verso strumenti collaborativi e avevo creato CMLuggers caricando qualche contenuto solo per testarlo, una piattaforma integrata e convergente capace di incamerare contenuti verticali provenienti dai Social Network, (ora abbiamo anche BuddyPress, che ci permetterebbe di disporre di una piattaforma self-hosted con le stesse caratteristiche di Ning) al suo interno verranno rielaborati e strutturati in modo di affrontare tematiche di ampio respiro con linguaggi diversi, customizzando il messaggio sia per Newbie sia per Expert. In quel momento i tempi non erano maturi, quello strumento collaborativo sarebbe stato troppo precursore per la mentalità della nostra community; seppur in ritardo di uno step, oggi vedo questo passaggio fattibile.

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