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Treasure Of The Lost User Story

maggio 10th, 2010 by 4 EveR YounG

“the difference between our present and future is defined by the roads and bridges we build between relevance and prevalence” by @briansolis

Bella esperienza il Better Sofwtare 2010,  seppur con qualche ristrettezza riguardo la logistica (due sale su tre disponibili erano troppo piccole rispetto alle persone presenti) nel complesso la qualità dei contenuti è stata buona.  Le tempistiche dei due giorni di conferenza sono state molto serrate e veloci nonostate ciò c’è stato spazio per momenti di networking e di confronto con i partecipanti. Decisamente notevoli gli speech di Francesco Cirillo, Edoardo Schepis, Jacopo Romei e Roberto Venturini: in generale mi è piacuto molto l’approccio di tutti gli speaker che non si sono fatti nessun problema a raccontare momenti di crisi e fallimenti dei loro progetti.

Ho aggiunto e approfondito alcune questioni del grande tema delle metologie agili … mi sono portato a casa della buone considerazioni anche se non sono riuscito a colmare la totalità dei miei dubbi. Dato per assodato il fatto che ogni metodo agile deve essere congruente con il contesto in cui viene usato … “alla fine della fiera” dagli speech e dalle esperienze portate come casi pratici alla conferenza è emerso che le web agency che al loro interno hanno un’area “produzione” ed un’area “comunicazione” sviluppando progetti integrati dove si elaborano processi che riguardano entrambi quei due “mondi” … sono un po’ tutte sulla stessa barca: applicano il modello water fall per lo sviluppo di soluzioni web orientate al software e prendono a bisogno quello che c’è di positivo dall’agile (extreme programming, scrum o lean che sia)  dando vita ad un proprio modello “ibrido” che è un mix dei vari concetti …. oltre ad Alberto, Jacopo (che stimo profondamente) e pochi altri precursori che stanno infondendo la cultura intorno a queste tematiche e che spingono fortemente per la ligia applicazione di queste metodologie non vedo ancora una soluzione definitiva per applicarla oggi in agenzia.

IMHO, tutta la prima fase dell’ideazione del progetto dove si mixano politiche commerciali dell’agenzia verso l’azienda potenziale cliente che sfocia una proposta di contratto è di una criticità disarmante. Capire se e come applicare l’agile in fase di preventivazione di un nuovo progetto ad un nuovo potenziale cliente è un rischio che carica una responsabilità  immane sulle spalle dell’Account o del Project Manager che si scaricherà solo nel momento finale della riuscita del progetto (che è successiva alla firma del contratto) dove la qualità percepita corrisponderà alla qualità attesa. La scelta di proporre un contratto con il budget aperto in riferimento all’interation meeting dove fare la stesura delle user stories ed il planning game, non è applicabile a tutti i progetti e non è applicabile a tutti i clienti. Ma è solo così che l’azienda beneficierà a pieno dell’agile, prendendo coscenza e consapevolezza di come verranno applicati gli obiettivi che ha e come verranno soddisfatte le sue esigenze, questo perchè ogni user story produce il dettaglio di cosa vuole e in che termini l’utente finale.

Non sono mai stato un purista e non ho intenzione di diventarlo adesso: il grande tema dell’agile in Italia sta entrando in questo periodo nelle discussioni del nostro settore, pertanto è normale che sia un tema molto caldo in cui si confrontano più scuole di pensiero. Il primo ad assimilare l”agile è stato il mondo della programmazione, ma comprendendo principi applicabili anche ad altri mondi il discorso si sta espandendo a macchia d’olio, in realtà il secondo mondo che in questo momento sta assimilando questi concetti è quello del design delle interfaccie analizzando l’esperienza d’uso, prima che ci arriverà anche il Marketing (in Italia) ne dovrà passare ancora di tempo.

A prescindere da tutto, per un Markettaro che lavora in agenzia, acquisire skill riguardo le metodologie agili apporta valore aggiunto alla figura professionale, aggregare una serie di obiettivi di progettazione web sia dal punto di vista della programmazione sia dal punto di vista del marketing fornisce una visione d’insieme necessaria per garantire la buona riuscita del progetto (l’Agile è espressamente Customer Oriented per questo si sposa bene con il Marketing).

Come sempre i commenti sono aperti, mi fa piacere conoscere il tuo punto di vista. ;-)

Ciao
Adriano

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Social Media & Time Management

dicembre 10th, 2009 by 4 EveR YounG

“all the islands in the ocean, all the heavens in the motion” - World In My Eyes / Depeche Mode

Eh si … mi ci vorrebbe proprio una bella dieta … non di cibo ma di informazioni: mi capita troppo spesso di emettere sonori “burp” a causa dell’information overload che sovrasta la giornata quotidiana.

Ormai è un po’ di tempo che me ne rendo conto e che cerco di tenere a bada la mole spropositata di fonti che seguo, “scervellandomi” sui vari modi per selezionare e per non farmi perdere la produttivita dei progetti in lavorazione. Cerco costantemente di organizzarmi al meglio e di concentrare le energie nelle direzioni giuste: dal punto di vista quantitativo leggo fonti non didascaliche e meno mainstream possibile, dal punto di vista qualitativo curo con dedizione le attività di condivisione e relazione con i contatti del mio network.

Non ti nascondo che questo carico di responsabilità tende a creare un po’ di “ansia da prestazione” mista alla deformazione professionale a volte mi sembra che sto perdendo qualcosa proveniente dalla rete semplicemente perchè ci sono dei momenti che sto off-line: forse mi sono così abituato al multitasking che la vivo come una sorta di astinenza dal web.

Stare “sul pezzo” per me vuole dire portare costantemente valore aggiunto, garantire un livello elevato di proattivià e propositività ai progetti: essere sempre pronto a recepire i continui stimoli provenienti dalla rete ed elaborare i dati grezzi per trasformarli in informazioni strutturate, questo processo mentale richiede uno sforzo notevole, implica una capacità di “zoommare” dal generale al particolare e viceversa ripetutamente e compulsivamente durante la giornata.

Internet non è (solo) un mezzo di comunicazione ma una metastruttura della vita delle persone - intesa come un’espressione del modo di vivere - colma di esperienze memorabili e aperta ad un cambiamento sociale. In una visione un po’ più dall’alto sto abbracciando le metologie agili e implementando un’organizzazione del lavoro con questo approccio: l’agile mi sta permettendo di affrontare nuovi progetti in maniera meno dispersiva e più efficiente e di aumentare la redditività delle attività dedicate ai social media.

Spesso ci si innamora dei progetti che creiamo, perchè ci mettiamo tutto l’entusiasmo posssibile … questo ci da una soddisfazione inimmaginabile, ma ogni tipo di lavoro creativo ha bisogno di un momento di respiro in cui un Markettaro deve fare brainstorming ideando la strategia per un nuovo progetto … uscire fuori dagli schemi, abolire i pre-concetti e demolire gli assiomi poi de-strutturare e ri-strutturare… in questo momento non ci sono pomodori che tengano.

E’ stato sempre spontaneo e naturale per me vivere in questo mondo … è la passione per quello che faccio che mi da la carica per affrontare tutte le ore ed il tempo dedicato ad ascoltare, coinvolgere e agire. Ci vuole anche una buona dose di coraggio per mantenere sempre in equilibrio le dinamiche delle relazioni con le persone ed garantire un approccio “problem solving” ai progetti web, tutto ciò mi ha permesso di imparare veramente tanto.

Ciao
Adriano

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Fagg.It 2009

giugno 1st, 2009 by 4 EveR YounG

“thinking 360° is not just about developing integrated marketing campaigns. it’s about thinking like a consumer all the way up to the point of purchase” - parkesey

L’esperienza del Fagg.It 2009 rimarrà positivamente indelebile nel mio percorso professionale. :-)

Ciao
4 EveR YounG

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