“uscire dagli schemi rimanendo nelle regole” [ cit. Paolo Manocchi ]
Continuo con le docenze a corsi di formazione specialistica verso il Social Web: questa volta al Master in Social Media e Web Community Manager organizzato da Make It So a Roma. Ringrazio Massimo e Stefano che dopo avermi selezionato mi hanno affidato il modulo riguardante il Web Marketing (focus sul SEO), sono molto felice che nel team dei docenti ci siano anche professionisti come Andrea e Claudio colleghi che stimo molto.
Il Master ha l’obiettivo di formare aspiranti Community Manager fornendo loro le competenze necessarie a capire gli approcci e le dinamiche collaborative del web sociale: i masteristi si immergeranno in questo modo di vivere la rete per poi provare ad applicarlo nella loro futura agenzia o azienda.
Le lezioni si svolgeranno in 9 weekend (teoria/pratica) alternati, sabato e domenica, dalle ore 9,30 alle 17,30 nella sede romana di Make It So (vedi i temi dei moduli professionalizzanti) project work conclusivo e stage finale completeranno il percorso formativo: il master è rivolto a tutti coloro che aspirino ad intraprendere una carriera nell’ambito del marketing e della comunicazione d’impresa o ad aggiornare le proprie competenze nel settore.
Riguardo alle mie lezioni, la gestione d’aula sarà interattiva e la didattica sarà adatta al contesto evolutivo con l’obiettivo di trasferire la passione per il Marketing da parte di un Markettaro fino al midollo; se conosci qualcuno che può essere interessato a partecipare: passaparola e giragli questo post. Per altre info segui il blog del master.
Confermo: insegnare è un bel modo per imparare
Adriano
SOCIAL SEARCH. La novità in questo campo riguarda il punteggio che Google potrebbe dare ai link che sono contenuti in un post di Google Plus. Google estrapolerà i migliori e a questi darà un vantaggio nelle SERP. Ovvio che se saremo loggati e il contenuto è stato condiviso da una persona inserita nelle nostre Cerchie (o in quelle che hanno inserito una persona che noi abbiamo inserito nelle nostre) uscirà la scritta in basso condiviso su Google Plus. Invece se non saremo loggati, questi link avranno una spinta nelle SERP classiche (quindi come funzionava con Twitter in pratica).
REAL TIME. Per quanto riguarda invece il Real Time Search, Google RealTime sarà ri-attivato presto dando spazio ai contenuti provenienti da Google Plus. Per estrapolare i migliori contenuti valuterà l’autorità dell’account, l’autorità dell’account secondo Giorgio avrà due algoritmi.
1) Quello dedicato a calcolare l’autorevolezza media di tutti gli account che noi abbiamo segnalato nel Google Profiles (con algoritmi specifici a calcolare l’autorevolezza di ogni singolo link che inseriamo).
2) Quello dedicato a calcolare l’autorevolezza dell’account all’interno di Google Plus. Ovviamente Google, cercherà sempre e comunque di calcolare il tema, di cosa parla l’account. Anche nei link che indicheremo nel profile un giorno riuscirà a dare un punteggio alla nostra autorevolezza anche a secondo dell’argomento che stiamo affrontando. Perchè se prima poteva scegliere di concentrarsi sui temi che noi trattiamo spesso, oggi, con la visibilità che sta dando al singolo individuo nella rete, sarebbe da stupidi non considerare l’autorevolezza di un account su tutti i temi che affronta. Ognuno di noi può essere esperto o autorevole o influente anche in temi diversi. E sul tema, per quanto riguarda Google Plus, analizzerà i contenuti postati ma andrà anche a verificare i nomi delle Cerchie nei quali l’account è inserito. Poi andrà a valutare l’autorevolezza e la qualità dei singoli contenuti.
Per l’autorevolezza saranno in gioco: rapporto tra numero di persone che ci hanno inserito in una Cerchia e numero di quelle che noi abbiamo inserito. Questo dato servirà per un semplice controllo non qualitativo ovviamente, autorevolezza delle persone che ci hanno inserito nelle loro Cerchie, l’interazione che gli utenti hanno con noi, qualità media dei contenuti che noi produciamo, qualità media dei commenti che facciamo in giro.
Per la qualità dei singoli contenuti avremo in gioco: +1, autorevolezza di chi ha fatto +1, autorevolezza di chi risponde, numero di risposte, +1 nei commenti, condivisioni, autorevolezza di chi ha condiviso il post, azioni negative (mute post), inoltre, un post con un contenuto multimediale potrebbe avere un peso maggiore di un post normale a parità di altri fattori, specialmente se Google è in grado poi di calcolare quanto è valido questo contenuto andando oltre i dati di Google+ (se è un video di YouTube ci mette poco ad esempio).
GOOGLE PLUS. Riguardo la ricerca interna a Google Plus, qui Google andrà a sviluppare quello che ancora Facebook non ha fatto. Ora abbiamo un semplice Find People, ma presto lì ci sarà un bel motore di ricerca personalizzato, tutto nostro, con: le persone, i link che abbiamo messo +1, le risorse da noi condivise, le risorse condivide dal nostro Social Circle, i post dove abbiamo commentato, i post dove abbiamo messo +1, la possibilità di cercare in Google classico.
Riguardo la sostenibilità di questa infrastruttura sociale, il problema per G+ non sarà quindi raggiungere 25 o 250 milioni di utenti, ma riuscire a mantenerli attivi. Perché appunto sia Google che Facebook hanno compreso ormai da tempo che la killer application non esiste più, se mai è esistita; non pare esservi una singola funzione o macro-funzione, per quanto ben sviluppata e commercialmente preziosa, che possa decretare il successo di un social network e il traghettamento degli utenti (fatta anche la tara sulla forza delle relazioni sociali stabilite).
STREAM. Continuando a ragionare insieme a te sulle varie implicazioni che porterà Google Plus alla Social Search, ti mostro un ulteriore conferma di quanto precedentemente argomentato.
Persone di cui mi fido che sono nella mia cerchia selezionata Amici che influenzanopositivamente la mia SERP, sto cercando info sulla Gola dell’Infernaccio per andare a fare un escursione, in prima pagina (appena sotto la piega del mio monitor 1280X800) c’è il +1 di +Maurizio Antonelli che mi segnala un post dettagliato (scritto da una persona che non conoscevo) con le info pertinenti ed interessanti riguardo quello che sto cercando.
Oggi il social web sta dando sempre più importanza ai singoli capaci, molto più di un tempo, l’autonomia di canalizzare una propria community attraverso i vari strumenti sociali. Coltivando una propria community all’interno di Google Plus, questo sarà influente anche nella Social Search e ai link condivisi nel tuo account di G+ sarà associato un alto trust: la persona al centro. Pertanto arrivati a questo punto, l’aspetto cruciale riguarda il piano editoriale con conseguente canalizzazione dei flussi, che gestirò in questo modo:
Il Blogging / MicroBlogging (post e micropost) da un verso e il Social Networking (UGC e UGE) dall’altro verso, confluiscono entrambi sul Life Streaming (interazioni e preferenze) – che si arricchisce del mio presidio su Google Plus
SOCIAL SEARCH. In questo 2011 stiamo vivendo un periodo di transizione epocale, in cui il Search & Social si stanno fondendo, mettendo a fattor comune i rispettivi punti di forza: Google sta implementanto nella sua Social Search un esperienza d’uso a tutto tondo, caratterizzata da una forte integrazione, aggregazione e personalizzazione. Rispetto ad un tradizionale motore di ricerca sul web, dove la sfida consiste nel trovare la pagina giusta per soddisfare il bisogno di informazioni di un utente, la sfida in un motore di ricerca sociale è quello di trovare la persona giusta per soddisfare il bisogno di informazione di un utente: il motore di ricerca diventa motore di risposta.
La massimaespressione della customizzazione della Universal Search … una propria SERP contestualizzata in base alla risposta migliore a cui contribuiscono anche i propri contatti di Google Plus. In pratica nessuno avrà più due pagine di ricerca uguali, finchè sarà loggato su Google. E se segue cerchie di amici ben selezionate, avrà anche dei risultati di ricerca migliori presi dalle cose segnalate o prodotte dalle persone di cui si fida.
Lato SEO, la Social Search da una forte sterzata contro tutti i ruba galline che nel 2011 vendono il posizionamento garantito come 1kg di frutta e 2kg di verdura (una SERP così customizzata la capirà anche il meno erudito dei clienti). Lato Contenuti, si potrebbe ipotizzare anche un generale appiattimentodella creazione di contenuti … ma per me, tutto ciò porterà ad una positiva selezione naturale … si vedrà con maggior evidenza chi cerca la qualità (si sbatterà, rielaborerà mettendoci del suo e creerà contenuti originali) … e chi si accontenterà di un RT, Like o +1 dando solo un’attestazione di preferenza.
SOCIAL MEDIA OPTIMIZATION. Da oggi in poi il Social Media Optimization si gioca su un campo diverso e del tutto nuovo. I siti che riusciranno a far condividere i loro contenuti su Google Plus, avranno la possibilità di accedere ad uno straordinario potere che è quello di entrare fin da subito nei risultati di ricerca di Google, in posizioni prominenti. Non più quindi mesi di link building per entrare in SERP in buone posizioni: possono bastare pochi giorni.
Pertanto gli sforzi SEO non dovranno essere rivolti solo ai post di Google Plus, bensì alle cose che attraverso Google Plus l’utente segnala agli amici nelle cerchie. Va da se che non è più solo l’efficacia SEO del sito-social a contare in se e per se, ma quanto e come i contenuti del sito riescono a diffondersi all’interno delle reti sociali.
GOOGLE PLUS.IMHO, G+ non sarà solo un social network come quelli già esistenti (non è un clone di FriendFeed, non vuole scimmiottare FaceBook). Google dopo aver immesso nel mercato un sacco di servizi sta cercando di ri-aggregarli tutti sotto un unico “cappello” social. Google Plus è uno strato sociale in un ecosistema integrato.
G+ è l’unica piattaforma sociale che ci sta educando alla qualità piuttosto che alla quantità, chi è all’interno del tuo network è più importante del numero delle persone che sono nel tuo network. La selezione certosinadei contatti di G+ è importantissima, perchè influenzano la propria SERP con la risposta più contestuale.
Riguardo le cerchie del mio profiloG+, ho lasciato le diciture di default suddividendo il mio network: Famiglia e Amici sono le persone più vicine a me, Conoscenti e Persone che seguo sono quelle più lontane a me, Bloccati sono le persone che meritano un’atroce agonia (online & offline sono la stessa cosa).
Riguardo alle mie policy del mio network personale: se sei un/a Rompicoglioni ti metto nei Bloccati senza pensarci neanche un attimo, se sei un/a cazzaro/a ti metto tra Conoscenti o Persone che Seguo (ti leggo ogni morte di papa), se scrivi cose che non mi interessano non ti aggiungo per niente al mio network (non posso permettermi di avere le mie SERP infestate da persone di cui non mi fido, la Social Search è troppo importante) se scrivi cose interessanti e godi della mia fiducia ti metto tra Amici, se abbiamo un’amicizia fraterna ti metto in Famiglia: quando pubblico miei UGC su G+ li condivido solo con le cerchie Famiglia e Amici.
AZIENDE. La vera prova del 9, il nostro caro G+ ce l’avrà quando aprirà i profili aziendali e quando i brand si connetteranno con i loro consumatori … stay tuned