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	<title>Commenti per Adriano Gasparri Blog</title>
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	<description>Open Source Marketing Community</description>
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		<title>Commenti su Agile Accounting di PAOLO MANOCCHI</title>
		<link>http://www.4everyoung.it/2011/11/21/agile-accounting/comment-page-1/#comment-2450</link>
		<dc:creator>PAOLO MANOCCHI</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 13:24:15 +0000</pubDate>
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		<description>Adriano, se l&#039;approccio relazionale prima e commerciale poi, viene inficiato da quello che hai espresso in chiusura dell&#039;articolo, il processo di realizzazione del business ne risentirà notevolmente. Se come Paolo persona, seduto al bar con Adriano persona mentre beviamo un caffè dico anch&#039;io &quot; . . .  ma che cavolo perchè devo sempre essere io ad impegnarmi per fare empatia mentre la maggior parte se ne frega?&quot; e quindi mi sento di confortarti e condividere lo stesso tuo pensiero/richiesta, come Paolo professionista che parla con Adriano professionista dico che il tuo pensiero va ristrutturato qualora volessi intraprendere una azione commerciale indirizzata all&#039;efficacia e all&#039;efficienza.
Nella vendita, soprattutto in un momento storico come questo, la differenza la farà chi meglio riuscirà a gestire gli stati emotivi di disagio, trasformando le limitazioni offerte dal &quot;cliente&quot; nel massimo delle risorse disponibili per noi &quot;venditori&quot;. La conoscenza di come gestire se stessi nel disagio e di come applicare alcune tecniche di comunicazione avanzata farà la differenza. Tu Adriano, se vuoi sei perfettamente in grado di fare questo. Certo, richiede energia. Quindi sorridi, sorridi e  . . . sorridi. Ciao. un abbraccio paolo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Adriano, se l&#8217;approccio relazionale prima e commerciale poi, viene inficiato da quello che hai espresso in chiusura dell&#8217;articolo, il processo di realizzazione del business ne risentirà notevolmente. Se come Paolo persona, seduto al bar con Adriano persona mentre beviamo un caffè dico anch&#8217;io &#8221; . . .  ma che cavolo perchè devo sempre essere io ad impegnarmi per fare empatia mentre la maggior parte se ne frega?&#8221; e quindi mi sento di confortarti e condividere lo stesso tuo pensiero/richiesta, come Paolo professionista che parla con Adriano professionista dico che il tuo pensiero va ristrutturato qualora volessi intraprendere una azione commerciale indirizzata all&#8217;efficacia e all&#8217;efficienza.<br />
Nella vendita, soprattutto in un momento storico come questo, la differenza la farà chi meglio riuscirà a gestire gli stati emotivi di disagio, trasformando le limitazioni offerte dal &#8220;cliente&#8221; nel massimo delle risorse disponibili per noi &#8220;venditori&#8221;. La conoscenza di come gestire se stessi nel disagio e di come applicare alcune tecniche di comunicazione avanzata farà la differenza. Tu Adriano, se vuoi sei perfettamente in grado di fare questo. Certo, richiede energia. Quindi sorridi, sorridi e  . . . sorridi. Ciao. un abbraccio paolo</p>
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		<title>Commenti su Agile Accounting di mike</title>
		<link>http://www.4everyoung.it/2011/11/21/agile-accounting/comment-page-1/#comment-2449</link>
		<dc:creator>mike</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 12:06:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.4everyoung.it/?p=1923#comment-2449</guid>
		<description>interessante leggere come un articolo partito a parlare di *agile*, sia sfociato nei commenti dove il tema è piuttosto l&#039;empatia e l&#039;approccio al cliente.
che con l&#039;agile e con qualsiasi tipo di contratto c&#039;entrano ben poco; o, meglio, vanno considerati a prescindere.
essere empatici è, come dice ilaria, una componente necessaria nel nostro mestiere (e in tantissimi altri, direi tutti?), se vogliamo ottenere ottimi risultati.
farlo con i clienti bravi, buoni e simpatici è semplice, ma non tutti i clienti sono così.
ed alzare muri &quot;bianco o nero&quot; significa mettersi già su un binario che porterà, con alta probabilità al fallimento (del progetto, del rapporto).

poi i contratti ed i metodi aiutano, non c&#039;è dubbio. ma vengono dopo.

l&#039;ultima domanda faccio fatica a capirla: più che capire se chi ho di fronte è o meno in empatia, mi metto sulla sua lunghezza d&#039;onda e rispondo/interagisco rispetto al suo comportamento (come ci insegna il buon coach paolo manocchi).

imho, stessa lunghezza d&#039;onda = buone probabilità che il rapporto sia win/win (a livello aziendale, a livello umano).

poi, poter lavorare con gente piacevole è il desiderio di tutti, ma non sempre è possibile, come sottolinea ila.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>interessante leggere come un articolo partito a parlare di *agile*, sia sfociato nei commenti dove il tema è piuttosto l&#8217;empatia e l&#8217;approccio al cliente.<br />
che con l&#8217;agile e con qualsiasi tipo di contratto c&#8217;entrano ben poco; o, meglio, vanno considerati a prescindere.<br />
essere empatici è, come dice ilaria, una componente necessaria nel nostro mestiere (e in tantissimi altri, direi tutti?), se vogliamo ottenere ottimi risultati.<br />
farlo con i clienti bravi, buoni e simpatici è semplice, ma non tutti i clienti sono così.<br />
ed alzare muri &#8220;bianco o nero&#8221; significa mettersi già su un binario che porterà, con alta probabilità al fallimento (del progetto, del rapporto).</p>
<p>poi i contratti ed i metodi aiutano, non c&#8217;è dubbio. ma vengono dopo.</p>
<p>l&#8217;ultima domanda faccio fatica a capirla: più che capire se chi ho di fronte è o meno in empatia, mi metto sulla sua lunghezza d&#8217;onda e rispondo/interagisco rispetto al suo comportamento (come ci insegna il buon coach paolo manocchi).</p>
<p>imho, stessa lunghezza d&#8217;onda = buone probabilità che il rapporto sia win/win (a livello aziendale, a livello umano).</p>
<p>poi, poter lavorare con gente piacevole è il desiderio di tutti, ma non sempre è possibile, come sottolinea ila.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Quiz SEO di Social Network &#124; Social Web &#124; Adriano Gasparri Blog</title>
		<link>http://www.4everyoung.it/2008/10/30/quiz-seo/comment-page-1/#comment-2392</link>
		<dc:creator>Social Network &#124; Social Web &#124; Adriano Gasparri Blog</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 06:21:38 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Internet PR arriva Social Network secondo libro di Marco, che mette a fattor comunque tutte le varie [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Internet PR arriva Social Network secondo libro di Marco, che mette a fattor comunque tutte le varie [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Agile Accounting di Adriano Gasparri</title>
		<link>http://www.4everyoung.it/2011/11/21/agile-accounting/comment-page-1/#comment-2360</link>
		<dc:creator>Adriano Gasparri</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 18:37:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.4everyoung.it/?p=1923#comment-2360</guid>
		<description>Ci stiamo un po&#039; &quot;ingavinando&quot; Ilaria, bene quello che ci siamo scritti nei commenti sopra, in due parole niente di diverso da &quot;ciò che semini raccogli&quot;: organizzazioni che si prendono le loro responsabilità rispetto al conseguimento di un obiettivo comune.

L&#039;obiettivo comune iniziale di una collaborazione piuttosto che un rapporto di fornitura (vedi il discorso del processo e non prodotto del tuo post che ho linkato) porterà le parti a accettare (con compromessi paritari) un primo progetto chiaro, regolato da un contratto trasparente, se tutto va bene il rapporto confluisce naturalmente in una stima reciproca e può creare le basi per una nuova futura collaborazione, se le cose non vanno bene il contratto dà garanzie sufficienti per entrambi e il rapporto si conclude con il termine del primo progetto.

Amici come prima ma incompatibili per lavorare insieme: l&#039;agenzia può scegliere il cliente, il cliente può scegliere l&#039;agenzia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci stiamo un po&#8217; &#8220;ingavinando&#8221; Ilaria, bene quello che ci siamo scritti nei commenti sopra, in due parole niente di diverso da &#8220;ciò che semini raccogli&#8221;: organizzazioni che si prendono le loro responsabilità rispetto al conseguimento di un obiettivo comune.</p>
<p>L&#8217;obiettivo comune iniziale di una collaborazione piuttosto che un rapporto di fornitura (vedi il discorso del processo e non prodotto del tuo post che ho linkato) porterà le parti a accettare (con compromessi paritari) un primo progetto chiaro, regolato da un contratto trasparente, se tutto va bene il rapporto confluisce naturalmente in una stima reciproca e può creare le basi per una nuova futura collaborazione, se le cose non vanno bene il contratto dà garanzie sufficienti per entrambi e il rapporto si conclude con il termine del primo progetto.</p>
<p>Amici come prima ma incompatibili per lavorare insieme: l&#8217;agenzia può scegliere il cliente, il cliente può scegliere l&#8217;agenzia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Agile Accounting di Ilaria Mauric</title>
		<link>http://www.4everyoung.it/2011/11/21/agile-accounting/comment-page-1/#comment-2359</link>
		<dc:creator>Ilaria Mauric</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 15:11:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.4everyoung.it/?p=1923#comment-2359</guid>
		<description>Appunto Adri. La fiducia va conquistata. Su questo discorso mi perdo i passi... da quello che dici tu, sembra che il cliente debba partire dandoti fiducia e sarebbe bello se fosse sempre così. Ma non tutti siamo disposti a dare fiducia da subito. Il pezzo che mi manca e che mi sembra &quot;manicheo&quot; è questo: mentre ti stai conquistando la fiducia di quello che poi magari diventerà un ottimo cliente, devi mettere in conto di poter scendere a compromessi. Puoi non farlo (e mi sembra che sia quello che stai dicendo tu, quando parli di cinismo)... oppure puoi farlo. Entrambe le strade hanno dei pro e dei contro.
Da quello che dici tu, sembra che non vuoi più accettare nessun compromesso, perché parti dal presupposto che il cliente non ti dà fiducia vuol dire che probabilmente è in malafede.
C&#039;è un altro aspetto, secondo me: tu devi essere empatico, perché ti pagano per questo ed è il tuo lavoro. È così sia da dipendente che da libero professionista. Al limite puoi segnalare i problemi e suggerire soluzioni all&#039;azienda che ha scelto per te i clienti e le modalità di lavoro (oppure fare un&#039;autoanalisi, se sei libero professionista). 
C&#039;è un&#039;altra strada? L&#039;alternativa all&#039;empatia che devi metterci sempre quale sarebbe? Non mi viene in mente una risposta. A me sembra l&#039;unica via.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Appunto Adri. La fiducia va conquistata. Su questo discorso mi perdo i passi&#8230; da quello che dici tu, sembra che il cliente debba partire dandoti fiducia e sarebbe bello se fosse sempre così. Ma non tutti siamo disposti a dare fiducia da subito. Il pezzo che mi manca e che mi sembra &#8220;manicheo&#8221; è questo: mentre ti stai conquistando la fiducia di quello che poi magari diventerà un ottimo cliente, devi mettere in conto di poter scendere a compromessi. Puoi non farlo (e mi sembra che sia quello che stai dicendo tu, quando parli di cinismo)&#8230; oppure puoi farlo. Entrambe le strade hanno dei pro e dei contro.<br />
Da quello che dici tu, sembra che non vuoi più accettare nessun compromesso, perché parti dal presupposto che il cliente non ti dà fiducia vuol dire che probabilmente è in malafede.<br />
C&#8217;è un altro aspetto, secondo me: tu devi essere empatico, perché ti pagano per questo ed è il tuo lavoro. È così sia da dipendente che da libero professionista. Al limite puoi segnalare i problemi e suggerire soluzioni all&#8217;azienda che ha scelto per te i clienti e le modalità di lavoro (oppure fare un&#8217;autoanalisi, se sei libero professionista).<br />
C&#8217;è un&#8217;altra strada? L&#8217;alternativa all&#8217;empatia che devi metterci sempre quale sarebbe? Non mi viene in mente una risposta. A me sembra l&#8217;unica via.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Agile Accounting di Adriano Gasparri</title>
		<link>http://www.4everyoung.it/2011/11/21/agile-accounting/comment-page-1/#comment-2358</link>
		<dc:creator>Adriano Gasparri</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 12:53:36 +0000</pubDate>
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		<description>@Ilaria &#124; testando la tua sostenibilità nel mercato riuscirai a capire se hai selezionato troppo o troppo poco: è soprattutto in questo periodo di crisi che la selezione dei clienti ti porterà vantaggio competitivo nel settore, specialmente se saranno &quot;omogenei&quot; e &quot;futuribili&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Ilaria | testando la tua sostenibilità nel mercato riuscirai a capire se hai selezionato troppo o troppo poco: è soprattutto in questo periodo di crisi che la selezione dei clienti ti porterà vantaggio competitivo nel settore, specialmente se saranno &#8220;omogenei&#8221; e &#8220;futuribili&#8221;.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Agile Accounting di Adriano Gasparri</title>
		<link>http://www.4everyoung.it/2011/11/21/agile-accounting/comment-page-1/#comment-2357</link>
		<dc:creator>Adriano Gasparri</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 12:39:06 +0000</pubDate>
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		<description>@Ilaria &#124; in quel caso il progetto partirebbe comunque male e vivrebbe comunque in agonia fino alla fine, in una insoddisfazione da entrambe le parti. Pertanto meglio accettare che le due parti non sono compatibi (per i motivi già discussi sopra) e non iniziare per niente il primo tentativo di collaborare.

Se il mondo ideale diventasse anche il mondo reale, semplicemente perchè hai scelto molto accuratamente i tuoi clienti sui cui hai investito tanto e con cui hai instaurato un buon rapporto di fiducia?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Ilaria | in quel caso il progetto partirebbe comunque male e vivrebbe comunque in agonia fino alla fine, in una insoddisfazione da entrambe le parti. Pertanto meglio accettare che le due parti non sono compatibi (per i motivi già discussi sopra) e non iniziare per niente il primo tentativo di collaborare.</p>
<p>Se il mondo ideale diventasse anche il mondo reale, semplicemente perchè hai scelto molto accuratamente i tuoi clienti sui cui hai investito tanto e con cui hai instaurato un buon rapporto di fiducia?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Agile Accounting di Ilaria Mauric</title>
		<link>http://www.4everyoung.it/2011/11/21/agile-accounting/comment-page-1/#comment-2356</link>
		<dc:creator>Ilaria Mauric</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 09:00:11 +0000</pubDate>
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		<description>Non sempre si riesce a scartare un progetto perché non c&#039;è empatia con il cliente. Spesso un progetto lo si avvia ugualmente perché i conti vengono fatti diversamente. Ne parlavamo proprio insieme, Jacopo... non è sempre l&#039;euro il metro di valutazione. A volte è la soddisfazione, l&#039;empatia, la fiducia... altre volte la pubblicità, la visibilità o altro.
Ecco perché penso che nelle sfumature di grigio che considera Adriano dovrebbero finire anche questi ragionamenti. Sono ragionamenti che andrebbero condivisi con il team di lavoro, così tutti sono a conoscenza del perché si è accettato un progetto a determinate condizioni. Altrimenti il rischio è che il team si trovi a lavorare in situazioni di malcontento o frustrazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non sempre si riesce a scartare un progetto perché non c&#8217;è empatia con il cliente. Spesso un progetto lo si avvia ugualmente perché i conti vengono fatti diversamente. Ne parlavamo proprio insieme, Jacopo&#8230; non è sempre l&#8217;euro il metro di valutazione. A volte è la soddisfazione, l&#8217;empatia, la fiducia&#8230; altre volte la pubblicità, la visibilità o altro.<br />
Ecco perché penso che nelle sfumature di grigio che considera Adriano dovrebbero finire anche questi ragionamenti. Sono ragionamenti che andrebbero condivisi con il team di lavoro, così tutti sono a conoscenza del perché si è accettato un progetto a determinate condizioni. Altrimenti il rischio è che il team si trovi a lavorare in situazioni di malcontento o frustrazione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Agile Accounting di Jacopo Romei</title>
		<link>http://www.4everyoung.it/2011/11/21/agile-accounting/comment-page-1/#comment-2355</link>
		<dc:creator>Jacopo Romei</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 08:46:17 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;A questo punto che fai? scarti il progetto?&quot;

Secondo me a volte sì, con &#039;a volte&#039; associato a molte più volte di quanto sia consueto pensare.

Pensa al tempo recuperato da investire in qualità per i clienti più... empatici.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;A questo punto che fai? scarti il progetto?&#8221;</p>
<p>Secondo me a volte sì, con &#8216;a volte&#8217; associato a molte più volte di quanto sia consueto pensare.</p>
<p>Pensa al tempo recuperato da investire in qualità per i clienti più&#8230; empatici.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Agile Accounting di Ilaria Mauric</title>
		<link>http://www.4everyoung.it/2011/11/21/agile-accounting/comment-page-1/#comment-2354</link>
		<dc:creator>Ilaria Mauric</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 07:28:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.4everyoung.it/?p=1923#comment-2354</guid>
		<description>Riguardo all&#039;ultima domanda, penso che anche qui in un mondo ideale dovrebbe funzionare così. Nel mondo reale, ci sono clienti (e persone, al di là del lavoro) che non conoscono neanche il significato del termine &quot;empatia&quot;. A questo punto che fai? scarti il progetto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riguardo all&#8217;ultima domanda, penso che anche qui in un mondo ideale dovrebbe funzionare così. Nel mondo reale, ci sono clienti (e persone, al di là del lavoro) che non conoscono neanche il significato del termine &#8220;empatia&#8221;. A questo punto che fai? scarti il progetto?</p>
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