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Prima Conferenza dei Sindaci di Foursquare

luglio 1st, 2010 by 4 EveR YounG

“vado alla conferenza dei sindaci di 4sq” moglie: “ma dai… è come se io andassi alla riunione dei contadini di farmville!” [cit. etino]

Sono stato invitato da “un manipolo di eroi” cari amici che creeranno un evento un po’ particolare in quel di Bologna … sicuramente saranno stati presi dalla mania di Foursquare e avranno deciso di organizzare la Prima Conferenza Italiana dei Sindaci … fatto sta che, oltre a parlare di 4sq, si indagherà sui servizi caratterizzati dall’elemento “location” associato al “social” e i possibili scenari d’uso e di sviluppo dei geo social network.

E così alla fine il format ha raccolto in poco tempo le pre-iscrizioni di 50 appassionati, sviluppatori, smanettoni per discutere assieme dinamiche, rischi, tendenze e potenzialità di questi nuovi strumenti mobile. Sembra sia stata scelta una location non convenzionale che prospetta molta interazione, perciò ci ritroveremo sabato 17 luglio alle 14.00 da Frassinagodiciotto.

A parte questa battuta che feci qualche tempo fa, mi interessa approfondire le dinamiche di utilizzo in riferimento ai servizi a valore aggiunto che ne potrebbero nascere, più che fermarmi solo ad un player come Foursquare: ci sto ad iniziare a parlarne in un evento ad hoc. :-)

Ciao
Adriano

P.S.: questo è il mio account http://foursquare.com/user/4everyoung

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Treasure Of The Lost User Story

maggio 10th, 2010 by 4 EveR YounG

“the difference between our present and future is defined by the roads and bridges we build between relevance and prevalence” by @briansolis

Bella esperienza il Better Sofwtare 2010,  seppur con qualche ristrettezza riguardo la logistica (due sale su tre disponibili erano troppo piccole rispetto alle persone presenti) nel complesso la qualità dei contenuti è stata buona.  Le tempistiche dei due giorni di conferenza sono state molto serrate e veloci nonostate ciò c’è stato spazio per momenti di networking e di confronto con i partecipanti. Decisamente notevoli gli speech di Francesco Cirillo, Edoardo Schepis, Jacopo Romei e Roberto Venturini: in generale mi è piacuto molto l’approccio di tutti gli speaker che non si sono fatti nessun problema a raccontare momenti di crisi e fallimenti dei loro progetti.

Ho aggiunto e approfondito alcune questioni del grande tema delle metologie agili … mi sono portato a casa della buone considerazioni anche se non sono riuscito a colmare la totalità dei miei dubbi. Dato per assodato il fatto che ogni metodo agile deve essere congruente con il contesto in cui viene usato … “alla fine della fiera” dagli speech e dalle esperienze portate come casi pratici alla conferenza è emerso che le web agency che al loro interno hanno un’area “produzione” ed un’area “comunicazione” sviluppando progetti integrati dove si elaborano processi che riguardano entrambi quei due “mondi” … sono un po’ tutte sulla stessa barca: applicano il modello water fall per lo sviluppo di soluzioni web orientate al software e prendono a bisogno quello che c’è di positivo dall’agile (extreme programming, scrum o lean che sia)  dando vita ad un proprio modello “ibrido” che è un mix dei vari concetti …. oltre ad Alberto, Jacopo (che stimo profondamente) e pochi altri precursori che stanno infondendo la cultura intorno a queste tematiche e che spingono fortemente per la ligia applicazione di queste metodologie non vedo ancora una soluzione definitiva per applicarla oggi in agenzia.

IMHO, tutta la prima fase dell’ideazione del progetto dove si mixano politiche commerciali dell’agenzia verso l’azienda potenziale cliente che sfocia una proposta di contratto è di una criticità disarmante. Capire se e come applicare l’agile in fase di preventivazione di un nuovo progetto ad un nuovo potenziale cliente è un rischio che carica una responsabilità  immane sulle spalle dell’Account o del Project Manager che si scaricherà solo nel momento finale della riuscita del progetto (che è successiva alla firma del contratto) dove la qualità percepita corrisponderà alla qualità attesa. La scelta di proporre un contratto con il budget aperto in riferimento all’interation meeting dove fare la stesura delle user stories ed il planning game, non è applicabile a tutti i progetti e non è applicabile a tutti i clienti. Ma è solo così che l’azienda beneficierà a pieno dell’agile, prendendo coscenza e consapevolezza di come verranno applicati gli obiettivi che ha e come verranno soddisfatte le sue esigenze, questo perchè ogni user story produce il dettaglio di cosa vuole e in che termini l’utente finale.

Non sono mai stato un purista e non ho intenzione di diventarlo adesso: il grande tema dell’agile in Italia sta entrando in questo periodo nelle discussioni del nostro settore, pertanto è normale che sia un tema molto caldo in cui si confrontano più scuole di pensiero. Il primo ad assimilare l”agile è stato il mondo della programmazione, ma comprendendo principi applicabili anche ad altri mondi il discorso si sta espandendo a macchia d’olio, in realtà il secondo mondo che in questo momento sta assimilando questi concetti è quello del design delle interfaccie analizzando l’esperienza d’uso, prima che ci arriverà anche il Marketing (in Italia) ne dovrà passare ancora di tempo.

A prescindere da tutto, per un Markettaro che lavora in agenzia, acquisire skill riguardo le metodologie agili apporta valore aggiunto alla figura professionale, aggregare una serie di obiettivi di progettazione web sia dal punto di vista della programmazione sia dal punto di vista del marketing fornisce una visione d’insieme necessaria per garantire la buona riuscita del progetto (l’Agile è espressamente Customer Oriented per questo si sposa bene con il Marketing).

Come sempre i commenti sono aperti, mi fa piacere conoscere il tuo punto di vista. ;-)

Ciao
Adriano

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Thinking About E20Forum

aprile 14th, 2010 by 4 EveR YounG

Non c’è 2 senza 3 … ho deciso anche quest’anno di partecipare all’ International Forum On Enterprise 2.0 e messo in agenda il 9 e 10 Giugno a Milano.

Il programma è molto fitto  e la novità di quest’anno che spero dia ulteriore valore aggiunto è l’E2.0Camp … come già sai (dopo averne vissuti un bel po’ di BarCamp) ho abbandonato quelli generalisti da alcuni anni e selezionato all’osso le nonconferenze a cui partecipo scegliendo solo quelli verticali su argomenti specifici, che vengono organizzati con lo spirito di creare contenuti conversazionali di qualità (a cui io stesso porto un mio contributo), pertanto anche per l’E2.0Camp le mie aspetative sono molto alte. :-)

Non ti nascondo che tra gli speaker mi sarebbe piaciuto vedere anche Bertrand Duperrin il mio delicious è pieno zeppo di sue milestone riguardo l’Enterprise 2.0 … magari faccio ancora in tempo a suggerire agli organizzatori di contattarlo :-P

Ciao
Adriano

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Convention Mimulus 2010 - The Day After

febbraio 8th, 2010 by 4 EveR YounG

Di ritorno dallo stupendo weekend in montagna, scrivo qualche considerazione riguardo la terza Convention Mimulus appena trascorsa. :-) Partecipanti: Adriano Gasparri, Roberto Cobianchi, Francesca Fabbri, Anna Monti, Luca Pistolesi, Marco Leoni, Paolo Montaletti. Notevoli momenti di aggregazione con persone provenienti da esperienze diverse e di estrazione diverse … interessanti punti di vista differenti, conversazioni mai banali sui modelli di business sostenibili per Internet.

Come sai, sono nato e cresciuto in una città di mare … il mare è nel mio DNA … ma adoro anche la montagna e i suoi paesaggi mozza fiato, durante il weekend si sono alternate sessioni di puro divertimento a sessioni di brainstorming. I momenti conviviali e mangerecci sono stati il filo conduttore dei confronti riguardo il nostro lavoro … la passione e l’amore per quello che facciamo ha acceso gli animi e ci ha permesso di sviscerare e approfondire la varie sfaccettature del web. Colmi di empatia e densi di sensazioni i momenti di svago, degni di nota il brivido della discesa in pista con gli slittini, la ciaspolata sul monte e il giro in carrozza con i cavalli in mezzo al bosco.

Anche per questo evento ho scelto di rimanere offline e gustarmi a pieno la convention, finalmente ho inaugurato la moleskine e come un bravo “scolaretto” ho appuntato le parole chiave delle conversazioni di tuta la convention; ecco alcuni flash dei partecipanti come spunti di riflessioni:

- Internet non è più una rivoluzione, ormai è una cultura: in questo senso diventeremo vecchi parlando di innovazione, oggi non si può solo dire che è una nuova opportunità di business, lo potevamo dire 10 anni fa; oggi Internet è una realtà consolidata e già ci sono aziende che ne stanno beneficiando creando new business.

- la crisi è meglio affrontarla soli o in compagnia? (aka meglio soli che mal accompagnati) dipende dalla compagnia, ma ci sono più possibilità di vincere se si è in ottima compagnia. La forza delle parnership sta nella continuità dei progetti, così da sopperire i costi strutturali di integrazione e diseconomie nei primi progetti insieme.

- come si stringono le relazioni? Condividendo un progetto di sviluppo e instaurando fiducia da entrambe le parti. Ad una patnership corrispondono anche delle condizioni contrattuali chiare e la possibilità  di creare una proposta modulare. Spesso la qualità del progetto è rapportata all’entità dello stesso, rispetto ai partner che ho in casa.

- come sarà il nostro mercato nel futuro? solcato da un profondo cambiamento … dovremo far percepire al cliente il valore di alcuni servizi intangibili. il ROI non è più inteso con accezione ragioneristica come tempo fa, sono cambiate le metriche … il ROI nei Social Network non risiede nella sfera commerciale di un’azienda (popolarità dimensione quantitativa + sentiment dimensione qualitativa).

- la consulenza che prestiamo serve a far riconoscere al cliente alcune questioni e problematiche che prima non vedeva e quindi a mettere a fuoco nuovi obiettivi provenienti da nuovi bisogni. La soddisfazione del cliente non va sempre di pari passo con la crescita della sua azienda, forse bisognerebbe ripensare la catena del valore. A volte il cliente non cresce perchè gli proponiamo sempre le stesse cose.

- l’agenzia deve sempre avere una value proposition, nonostante le varie diversità e eterogeneità delle tipologie di progetti che oggi un’agenzia può fare, occorre sempre saper dare in prima battuta una risposta chiara e sintetica di cosa fa e quindi le motivazioni per cui il cliente dovrebbe comprare quei servizi.

- spesso le aziende hanno bisogno di un problem solver, una persona che gestisca la complessità delle dinamiche delle relazioni. La figura del web project manager ha bisogno di skill verso il problem solving e in certi progetti è una figura cardine, con un costo che può arrivare ad incidere anche il 10% del progetto. Il team building e la costruzione di un gruppo di lavoro solido, si può basare solo su una sana partecipazione e collaborazione, daltronde il consulente vende se stesso tramite la reputazione e la fiducia che si è costruito nel tempo.

- anche se non sembrerebbe ci sono differenze nel modello di business delle web agency e delle società di consulenza (alcune volte le prime cannibalizzano le seconde). A volte si prendo dei progetti per popolare il portfolio e per creare una lista di referenze in un settore specifico.

- quest’anno una prassi consolidata delle web agency è stata quella di aggiungere una divisione aziendale che si occupa dei Social Media, anche se poi all’interno non c’erano delle professionalità specifiche per affrontare progetti di Social Media Marketing. Questo ha creato un gap tra cliente e fornitore, avallando la percezione distorta sentita dal cliente riguardo la moda del momento … un po’ come darsi la zappa sui piedi per il totale allontanamento dalla fidelizzazione del cliente che prova ad andare su FaceBook identificando il mezzo con il fine, purtroppo la consulenza cattiva scaccia quella buona.

Scenette goliardiche e citazioni:

- Francesca aveva prenotato al Garnì Edy … peccato che non era il Garnì Edy di Daiano (il paese dove alloggiavamo) ma al Garnì Edy di Canazei (tutto un altro posto)!!! ma LOL :-D

- “gli schiavi di Oracle” :-P

Concludendo … IMHO, l’unico modello di business sostenibile in questo settore è quello della Coda Lunga immerso nell’Economia delle Esperienze. Nuovi Partner significano mercati diversi, nuovi clienti, crescita professionale; nuovi importanti clienti portano nuove tipologie di lavori che significano nuove professionalità e impegno diverso. Il Mercato è complesso … le aziende non devono solo investire economicamente, ma soprattutto in termini di volontà all’adozione delle nuove forme di comunicazione, sforzandosi di integrarle nella mentalità aziendale. Le agenzie, che devono aiutare le aziende a compiere questi passi senza parlare un linguaggio tecnico e incomprensibile, mettendosi nei panni di chi vede il web 2.0 come un mondo totalmente altro rispetto a ciò che ha fatto fino ad oggi. Le istituzioni, lo stato che deve sostenere il processo attraverso l’implementazione di infrastrutture adeguate.

Ciao
Adriano

P.S.: Abbiamo ripreso tutta l’evento con una telecamera, Mimulus monterà il video e lo pubblicherà su Youtube, successivamente lo inserirò in questo post. Intanto trovi alcune foto sul mio account Flickr ;-)

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RWME09: Experiment Or Die

novembre 23rd, 2009 by 4 EveR YounG

Piersante Panaghel - Il Futuro del SEO

Marco Ziero - Il Futuro del PPC Advertising

Federico Caolore - Il Futuro della Web Analytics

Il Rimini Web Marketing Event 2009 ha confermato che ci sono tanti colleghi che sanno fare bene questo lavoro e che hanno la voglia di confrontarsi, condividendo la propria esperienza professionale.

Persone che hanno fatto diventare la propria passione un vero lavoro, proprio come me. Quanto mai oggi la vecchia accezione di “concorrente” è diventata labile, in un settore così evoluto la selezione degli operatori nel mercato è decisamente puntigliosa … o ti spingi oltre, guardando perennemente all’innovazione, testando nuove soluzioni web o muori.

Pensa se potessimo fare un parallelismo con l’ambiente lavorativo di un Ufficio Marketing di un’azienda italiana dove il Marketing Strategico dal Marketing Operativo si taglia ancora “con l’accetta”… e se invece in azienda i Junior insegnassero ai Senior? Sostengo che ritorni utile ad entrambi soprattutto nelle aree di frontiera come il web sociale … questa mia opinione si conferma ogni volta che faccio formazione o consulenza in azienda.

Dal RMWE09 mi sono portato a casa una buona dose di spunti di riflessione e nuove idee da poter applicare nel mio lavoro quotidiano. Oltre che divertito un bel po’ nel conversare in maniera costruttiva su questi temi con ottimi amici. :-)

Ciao
Adriano

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