Il buon 4EveRYounG mi ha invitato a scrivere un post sul forum organizzato ieri a Varese sull’Enterprise 2.0. Io, che per la prima volta sentivo parlare di Enterprise 2.0, ci proverò ad essere all’altezza.

Innanzitutto, la rivelazione a cui sono giunta più o meno a metà giornata: Enterprise 2.0 non è un modo di fare, ma un modo di essere. Non si è un’azienda 2.0 perché si adottano strumenti del Web 2.0, ma si è un’Enterprise 2.0 se si condividono i valori che sono alla base del Web 2.0. E cioè la condivisione, l’apertura, la collaborazione. Un’azienda fatta di persone convinte che la conoscenza possa essere più fruttuosa e crescere in valore se viene condivisa.

Ed ecco anche il perché di questo post collaborativo con il buon 4EveRYounG, in perfetto stile 2.0.

La giornata è stata ricca di interventi, difficile raccontare tutto. Allora, ecco i concetti che più ho apprezzato di ogni relatore:

  • Per i giovani il blog corrisponde ad affermare che esistono come individui, non conta cosa si dice, piuttosto il fatto che si riceva un commento. E le persone che si sceglie di seguire, i gruppi a cui si aderisce, dimostrano in rete chi si è (Norman Lewis Evangelista sulla Telco 2.0)
  • Le conoscenze sono nella rete e non più nelle teste, fruibili a tutti e aperte allo scambio e all’arricchimento (Emanuele Quintarelli, Open Knowledge)
  • In ogni community deve essere identificato un Community Manager, che come un buon padrone di casa ad una festa controlla che tutti abbiano da bere, che tutti abbiano qualcuno con cui conversare, che nessuno sia lasciato in disparte o si isoli (David Terrar, D2C e ITBrix LLC)
  • Grazie alla Social Network Analysis si tracciano le connessioni tra ogni membro della community, dove sono le affinità e gli ostacoli o le rotture nella comunicazione e nel flusso di conoscenze, potendo intervenire di conseguenza (Laurence Lock Lee, Optimice)
  • Stimolare la comunicazione, la condivisione e la collaborazione all’interno dell’azienda permette a ciascuno di fare emergere i propri talenti, e si guadagna in motivazione (Emanuela Spreafico, Reply)

Molto stimolante è stata la parte della giornata dedicata alla presentazione di esperienze di successo di Aziende 2.0, in particolare ho trovato molto ispirante il nuovo progetto di Vodafone, che supera il concetto di corporate blog per arrivare a qualcosa di più… più articolato, più ricco, più utile e più coinvolgente a mio avviso.

E per terminare la giornata, una bella tavola rotonda, con pochi “stoici” tra il pubblico – purtroppo – su nuove e vecchie generazioni a confronto con la tecnologia. Le vecchie non vanno dimenticate, perché possono essere alfabetizzate al web. Le nuove non vanno sopravvalutate, perché il fatto di essere “nativi digitali” non necessariamente significa che avranno familiarità con la tecnologia più profonda degli strumenti che usano tutti i giorni.

Interessante anche l’incontro fortuito sul treno del ritorno con una studentessa dell’Univesità dell’Insurbia, che ospitava il convegno, che ha fatto la domanda che tutti temevano sarebbe sorta ai meno vicini a questi temi: ma solo le grandi aziende sono destinate a poter diventare un’Enterprise 2.0? Tutto questo non è “troppo” per una piccola azienda? La mia risposta è stata che ciascuna può trovare il suo modo di diventare 2.0… anzi, come ho detto all’inizio, ogni azienda in cui regni la condivisione è già 2.0, il punto è trovare ciascuna lo strumento più adatto per metterlo in pratica nel modo più efficace ed efficiente per il proprio lavoro.

F.

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