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settembre 21st, 2004 by 4 EveR YounG
di Paolo Cossiga
Una corretta gestione della conoscenza in azienda è senza dubbio uno dei fattori che possono determinare il successo o meno di un’impresa. Da diversi anni ormai si discute sull’importanza di adottare sistemi evoluti di Knowledge Management che possano servire alla diffusione delle conoscenze aziendali con il fine di aumentarne il valore nel corso dei diversi passaggi.
Knowledge Management vuol dire identificare, gestire e valorizzare cosa l’organizzazione sa o potrebbe sapere: skill ed esperienze delle persone, archivi, documenti e biblioteche, relazioni con i clienti e fornitori, e altri materiali archiviati in database elettronici (Thomas H. Davenport).
L’implementazione di un sistema di Knowledge Management è però solitamente molto complessa sia dal punto di vista metodologico, sia da quello tecnologico, infatti i costi associati a tali progetti, a volte vere e proprie cattedrali, sono notevoli.Le maggiori difficoltà nell’implementazione di un sistema di Knowledge Management più frequentemente provengono da problemi interni alle aziende, soprattutto di medie e grandi dimensioni, nelle quali si vengono a creare dei veri e proprio compartimenti stagni in costante attrito fra loro.
Una nuova era nel Knowledge Management
Internet è stata una vera è propria rivoluzione per il mondo del Knowledge Management. La nascita del movimento Open Source, grazie al quale oggi sono disponibili nuovi strumenti a basso costo, ha imposto un nuovo approccio per la condivisione delle conoscenze.
Linus Torvald, padre di questa nuova visione, con il progetto Linux ha inaugurato un nuovo modo di condividere le informazioni incentrato sul concetto di comunità auto organizzata.
Egli ha impresso all’intero settore IT un’impressionante accelerazione: attuando un modello di selezione naturale come processo evolutivo dell’informazione; eliminando la necessità di una pianificazione centralizzata.
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settembre 9th, 2004 by 4 EveR YounG
di Stefania Gavassa
Oggi la persona che si occupa di marketing, impegnata a propagandare un prodotto o un servizio, dovrebbe incominciare ad imporsi il dovere di rispettare il diritto dei consumatori a essere correttamente informati anche dei lati negativi di quello che le tecniche della scienza del marketing cercano di far accettare dal mercato.
Proprio per aiutare i consumatori a non perdersi nei labirinti intricati dei pro e dei contro, potrebbe venire in soccorso una guida cosciente che sia in grado di orientare le scelte dei consumatori. Ecco che il paternalismo libertario, detto specificatamente alla maniera anglosassone di “libertarian paternalism”, diventa utile e talvolta addirittura necessario.
Un recente studio (working paper) molto denso e ben scritto, intitolato “Libertarian Paternalism Is Not An Oxymoron”, pubblicato qualche giorno fa dall´American Economic Review cerca di spiegare come le scelte dei consumatori siano spesso dettate da considerazioni completamente irrazionali e, soprattutto, siano influenzabili da espedienti elementari e banalotti. Quindi atteggiamenti che rimandano pesantemente alla sfera psicologica (irrazionale) intervengono di prepotenza sulla capacità umana (razionale) di operare delle scelte e decisioni in situazioni di incertezza.
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settembre 2nd, 2004 by 4 EveR YounG
di Patrizia Bertini
Chi potrebbe trarre i maggiori vantaggi dalla Rete sempre più spesso si trova costretto ad affrontare mille peripezie per adeguarsi a uno strumento sconosciuto e non sempre amichevole.
Li chiamano “hihidomori”, e sono i giovani nipponici che si rinchiudono in casa e vivono la propria vita più virtualmente che realmente. Sono quei ragazzi che raramente uscirebbero di casa, e trascorrono le giornate navigando in Internet, chattando, conoscendo gente online e vivendo completamente nella dimensione della Rete.
Non bisogna andare fino in Giappone per trovare ragazzi e ragazze che preferiscono la dimensione virtuale alla realtà. Chiunque si sia avvicinato a Internet e ne sia stato affascinato, ha trascorso alcuni periodi, più o meno lunghi, completamente immerso nella Rete, trascurando magari alcuni aspetti della vita reale. Del resto, la dipendenza dalla Rete è una patologia compulsiva riconosciuta già negli anni ‘80 e studiata analizzando i comportamenti di alcuni utenti di Usenet.
I giovani a volte amano talmente le tecnologie e ne sono talmente attratti, da vivere sperimentando già le tecnologie di domani, entusiasmati dall’evoluzione, sempre estremamente rapida.
Antitetici e opposti, invece, gli anziani, coloro che non avevano potuto scegliere tra una dimensione virtuale e una reale, e che sempre più spesso, oggi, nuovamente, non hanno scelta e sono costretti, più o meno lentamente, ad adeguarsi a questa nuova (e inaspettata) dimensione virtuale. Chi avrebbe immaginato 20 o 30 anni fa i profondi cambiamenti sociali e tecnologici di oggi?
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settembre 2nd, 2004 by 4 EveR YounG
Wow! C’ero anch’io! Stupendo…penso ke quest’evento me lo ricorderò x molto tempo!
Il raduno dedicato interamente agli hackers e smanettoni…iniziativa nata con l’obiettivo di diffondere la cultura dell’hacking e della condivisione delle informazioni!
WHEN
Ho deciso di fare solo il sabato anche se il Moca è durato per 3 giorni! Comunque penso di aver scelto il giorno migliore! Giusto un oretta di treno ed eccomi già a Pescara, poi 10 min di AutoBus e sono davanti al PattinoDromo!
LOCATION
Si, chè il tutto si è svolto in un complesso sportivo: in parte al coperto (pista di pattinaggio) ed una parte allo scoperto (campo da calcio), ma ben raccolto e organizzato alla perfezione! I Colli di Pescara si sono trasformati in un’attrezzatissimo centro informatico operativo, con centinaia di ragazzi impiegati in attività di programmazione, scambio di informazioni e diffusione di Linux!
THE NET
Impossibile non notare il cablaggio dell’area: cavi di rete ovunque, tramite i quali arrivano i 2MegaBit di banda oppure meglio ancora WLAN a 54MegaBit…hot spot a iosa! Per quanto riguarda la rete a cavi è stato stupendo vedere come nel campetto di pallone era posizionata una BackBone (dorsale) che permetteva di arrivare e ramificarsi verso tutte le tende piantate! Praticamente chi stava in tenda poteva attaccarsi sia alla corrente sia alla rete! Invece riguardo il Wi-Fi molti ragazzi giravano per il camp cercando i punti migliori dove prendeva di più…alcuni si erano costruiti l’antenna con il barattolo di latta…comunque una volta in posizione anche la rete wireless faceva il suo sporco lavoro!
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